La tridimensionalità degli eventi della storia:
tempo, tematiche, spazio geografico
La storia dell'umanità non è solo la storia dei grandi eventi politici e militari. In genere, i libri di storia hanno considerato essenzialmente solo i fenomeni più vistosi, come le guerre, le lotte di successione dinastiche, le figure di uomini importanti, i fatti della politica, soprattutto in una visione eurocentrica. Invece ci rendiamo conto oggi, di come la storia non può essere ridotta solamente a questo tipo di indagine. Essa comprende infatti anche tanti altri aspetti della vita sociale come: la storia dell'economia, la storia della scienza e della tecnologia, la storia delle religioni, la storia del costume, la storia della cultura, ecc. Tutti questi aspetti hanno contribuito enormemente ai cambiamenti attuali nella vita e nelle relazioni sociali all'interno dei vari paesi e tra paesi diversi. Se pensiamo al lungo processo che ha condotto alla realizzazione dell'Unione europea, ci rendiamo conto che per arrivare a ciò si sono dovute creare nuove forme di organizzazione economica, adeguamenti dei sistemi scolastici, di norme giuridiche che regolano il lavoro.
Per comprendere meglio quanto appena detto facciamo degli esempi.
Dalla fine del Settecento ad oggi non vi sono state solo le rivoluzioni politiche (quella americana del 1776, quella francese del 1789, quella sovietica del 1917, quella cinese del 1949, quella cubana del 1959, ecc.) ma anche delle rivoluzioni (intese come profondi cambiamenti) nel campo tecnologico: la prima rivoluzione industriale fu quella della macchina a vapore (brevettata nel 1784), la seconda rivoluzione fu quella dell'elettricità (nel 1879 viene brevettata la lampadina ad incandescenza) e del motore a scoppio (il motore a scoppio fu realizzato in quegli anni, precisamente nel 1877), la terza rivoluzione industriale dei robot (in Italia i primi robot vennero installati alla Fiat negli anni Settanta), la quarta rivoluzione tecnologica è quella odierna di Internet e delle telecomunicazioni digitali, che si sono diffuse a metà degli anni Novanta.
Come si può notare la storia ha diversi piani (politico, tecnologico,...) che procedono sulla linea del tempo con percorsi paralleli. Lo stesso discorso si può fare per la storia del costume e delle cultura, che è cambiata profondamente nel corso degli anni, anche sotto l'impulso delle innovazioni introdotte nella vita quotidiana (si pensi alla radio e alla televisione, alla diffusione della scuola di massa, ai nuovi sistemi di comunicazione,ecc.). Il modo di esprimersi, di rapportarsi agli altri, di accettare alcuni valori anziché altri è stato influenzato dai cambiamenti nella vita materiale e spirituale degli uomini.
Altro esempio è quello dell'evoluzione delle classi sociali e dell'economia.
La ruralizzazione della società e la vita della maggior parte delle persone, un tempo legate all'agricoltura, principale elemento di sostegno e di ricchezza, si sono modificate in direzione della predominanza dello sviluppo urbano, dell'industria e oggi del settore terziario dei servizi. La prima svolta storica rilevante in Europa si ebbe in Inghilterra a metà dell'Ottocento, a causa del consistente sviluppo delle industrie nelle aree cittadine. La popolazione delle città superò la popolazione delle campagne poiché molti contadini abbandonarono il lavoro agricolo per trovare occupazione nelle fabbriche, ritenute luoghi di lavoro che offrivano più sicurezza per il proprio reddito. Tra la fine dell'Ottocento e il Novecento ogni nazione ha visto il sorpasso della città sulla campagna in anni differenti, segnando il sopravvento dell'urbanizzazione sulla tradizionale società rurale. In Italia ad esempio c'è stato tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta del Novecento un crescente sviluppo industriale (gli anni del “boom economico”), concentrato soprattutto nel Nord, che ha favorito un doppio processo migratorio dalle campagne alle città e dal Sud al Nord.
Tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta del Novecento è accaduta una nuova rivoluzione nell'assetto delle classi sociali. Prima gli Stati Uniti e poi via via le varie nazioni europee più avanzate tecnologicamente, hanno visto il “sorpasso” del settore terziario rispetto a quello secondario in termini di occupati, segnando quella che va sotto il nome di fase “post-industriale”. Questa svolta “post-industriale” in Italia è avvenuta negli anni Settanta mentre negli Stati Uniti si è compiuta negli anni Cinquanta.
Possiamo notare che la storia cambia da nazione a nazione non solo per gli avvenimenti ma anche per le caratteristiche della società: è la storia delle nazioni.
Un po' alla volta stiamo delineando un storia a tre dimensioni: il tempo, le tematiche e lo spazio geografico.
Studiando con attenzione la storia ci rendiamo conto che il suo svolgimento non riguarda solo il succedersi di eventi nel tempo, o i cambiamenti relativi a varie tematiche come società, scienza, economia, ecc.) ma comporta anche modificazioni nello spazio geografico (popoli, nazioni) e compresenza in alcuni casi di tempi e ritmi di vita diversi nei vari spazi abitati dall'uomo (pensiamo ai popoli indios dell'Amazzonia o agli aborigeni australiani che “convivono” con gli uomini dei paesi industrializzati e che utilizzano ancora strumenti e attrezzi preistorici nella loro vita quotidiana). Gli equilibri internazionali e i confini degli stati sono suscettibili di continui mutamenti, dovuti al variare dei governi, degli assetti economici, della necessità di reperire nuove risorse energetiche e degli spostamenti di gruppi umani su larga scala (pensiamo, in quest'ultimo caso, ai flussi migratori che dai paesi poveri dell'Africa o dell'Est europeo conducono sul nostro suolo migliaia di persone che hanno reso la nostra società e la nostra cultura multietnica e multiculturale. Tutto ciò comporta e comporterà ancora di più per il futuro dei cambiamenti in ogni settore e una revisione degli schemi mentali “occidentali” se si vorrà trovare dei punti di incontro per una pacifica convivenza.
Maria Teresa Tarallo

