venerdì, 17 febbraio 2006
A cosa serve e come si usa. Alcuni esempi.

Con un dizionario possiamo fare alcune cose importanti come:
a) trovare il significato delle parole;
b) controllare la corretta scrittura delle parole;
c) capire come non commettere errori nella scrittura di intere frasi (vi sono frasi già fatte che ci aiutano a risolvere i dubbi);
d) trovare i sinonimi e i contrari;
e) cercare l'origine delle parole (etimologia) e la loro "data di nascita"  (la si trova nei dizionari più avanzati).

Il dizionario è come uno stereo. Può essere ad alta fedeltà oppure no. Può avere cioè molte funzioni ed essere di qualità oppure può offrire il minimo indispensabile. Può avere un pannello con tanti comandi o essere molto spartano e offrire solo l'indispensabile.

Più lo stereo è costoso e più ricco di comandi e di funzioni. Pertanto, per sapere a cosa serve uno stereo occorre capire prima capire come si usa. Infatti, oltre alle funzioni di base, vi sono dei pulsanti che ci offrono a volte delle "funzioni avanzate" che spesso non conosciamo e pertanto non usiamo.

Per un dizionario è la stessa cosa: per sapere a che cosa può servire occorre sapere come si usa. E per sapere come si usa occorre capire il suo "pannello dei comandi".

Qual è il "pannello dei comandi" di un dizionario? E' la "tavola delle abbreviazioni". Questa tavola ci permette ci capire la funzione dei "pulsanti" di un dizionario. Da dizionario a dizionario i "pulsanti" cambiano così come cambiano i "pulsanti" da stereo a stereo, da telefonino a telefonino, da palmare a palmare, ecc. Così come possiamo avere difficoltà a guidare l'auto di un'altra persona per via del cruscotto diverso (ad esempio nel trovare il pulsante per gli abbaglianti o la leva per i tergicristalli) così pure possiamo avere delle difficoltà se cambiamo dizionario. Pertanto è bene imparare ad usare il proprio dizionario evitando di utilizzare quello che capita, a meno che noi non siamo veramente esperti.

Il dizionario può essere piccolo o grande, leggero o pesante. Perché? Perché più è ricco di funzioni e più è "pesante". Più è "pesante" e più ci può aiutare. Più ci può aiutare e più è difficile da usare: strano, vero? Ad esempio il dizionario riporta diverse frasi o espressioni che possono servire a chiarirci i dubbi. Stiamo scrivendo una frase come: "Il poliziotto cercò il ladro dietro alla chiesa". A questo punto ci viene il dubbio... si scrive "dietro alla chiesa" o "dietro la chiesa"?

Consultando i dizionari scopriamo che il "Piccolo Palazzi" non ci aiuta per nulla a risolvere il dubbio. Su dizionari più grandi invece ci sono degli esempi e anche delle regole. Sul "Rizzoli Larousse" c'è scritto che quando "dietro" indica "al riparo di" allora si scrive "dietro" senza alcuna preposizione; ad esempio "nascondersi dietro un albero" e non "dietro a un albero". Quindi questo dizionario ci aiuta a trovare delle regole mentre il "Garzanti" riporta semplicemente l'esempio "dietro la chiesa" e ci fa capire solo con tale esempio che sarebbe corretto scrivere "il poliziotto cercò il ladro dietro la chiesa".

Tuttavia se il poliziotto "rincorresse" il ladro come dovremmo scrivere? "Il poliziotto correva dietro il ladro" oppure "il poliziotto correva dietro al ladro"?

Scopriamo in alcuni dizionari (ad esempio il "Sandron") che si scrive "correre dietro a qualcuno e che quindi, quando c'è un movimento e ci si dirige "dietro" a qualcuno o a qualcosa, è bene scrivere la preposizione "a": "Il poliziotto correva dietro al ladro".

Poi scopriamo anche che ci sono dei dizionari più "permissivi" che lasciano più libertà di scelta e che consentono di scrivere indifferentemente "dietro al paravento" o "dietro il paravento".
Ad esempio il dizionario Garzanti consente di scrivere sia "dietro alla casa" sia "dietro la casa". Anche il dizionario tascabile De Agostini consente le due forme: "Il letto è dietro (a) una tenda".

Infine su questo caso specifico il "Rizzoli Larousse" ci specifica che con i pronomi personali la parola "dietro" va associata alle preposizioni "a" oppure "di". Ad esempio "passo dietro di lei" oppure "passo dietro a lei" e non "passo dietro lei". Altro esempio: "Il preside era dietro di te", e non "il preside era dietro te".
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categoria:italiano e storia
martedì, 07 febbraio 2006
INFANZIA IN AFRICA
 
Testo di Pietro Giannotta (I A, Corso serale Istituto Righi di Taranto)
follereau1L’A.I.F.O. (organismo non governativo di cooperazione sanitaria internazionale) nasce nel 1961 ispirata al pensiero e alle opere di Raoul Follereau .
R.F. nasce in Francia nel 1903 studioso di diritto e filosofia si fa notare come poeta, giornalista e conferenziere.
Nel 1935, seguendo, come inviato speciale per conto del giornale “la Nacion” il missionario Charles De Foucauld incontra un villaggio di lebbrosi nella Costa D’Avorio. Questo evento gli cambia la vita. Inizia a girare il mondo promuovendo opere di solidarietà raccogliendo fondi a favore dei lebbrosi. Nel 1954 istituisce “la giornata mondiale dei malati di lebbra” celebrata tuttora in 150 Paesi. Dai suoi insegnamenti e dai libri che ha lasciato sono nate molte organizzazioni che portano il suo nome. L’AIFO si ispira alla sua opera.
Si legge nel documento “Infanzia in Africa” a cura del Dipartimento Medico Scientifico Aifo che in Africa ad un numero esiguo di personale sanitario, corrisponde un numero molto elevato di malati. Continuando nell’articolo si apprende che ogni anno, nel mondo, circa 3 milioni di bambini muoiono per problemi insorti durante la gravidanza o durante il parto, più di 4 milioni muoiono prima di compiere un mese e altri 6,5 milioni prima del quinto anno. Nella seconda metà del ventesimo secolo, nel mondo, la situazione è migliorata tranne che nell’Africa subshariana dove la situazione è rimasta invariata.
Nel 1980 il tasso di mortalità infantile in Africa rispetto all’Europa  era di 4,3 volte più alto. Nella situazione attuale  è di 7 volte più alto, quindi la situazione è notevolmente peggiorata.
Per ogni bambino che muore altri 20 sopravvivono ma con disabilità. Le cause più comuni di disabilità nei bambini in africa comprendono: malnutrizione spesso associata a infezioni e anemia, mancanza di assistenza sanitaria durante il parto. Un caso emblematico e quello della carenza di iodio. Per ridurre questa carenza, si legge continuando nel documento, basterebbe fornire alle famiglie africane del sale iodato. Le vaccinazioni per la prevenzione delle malattie tra cui tubercolosi, poliomielite, difterite, pertosse, tetano e morbillo hanno, in un primo momento, avuto un effetto di riduzione delle malattie stesse. Ma i tagli effettuati alla spesa sanitaria, legate alla crisi del debito estero, hanno ridotto le percentuali di copertura dei vaccini con conseguenze immaginabili. Nella parte finale del documento si apprende che ogni anno nel mondo ci sono 500.000 nuovi casi di lebbra dei quali il 10% interessa i bambini.
 
6126_125596496_13172Il 20 Gennaio 2006 si è tenuto un convegno nella nostra scuola e noi, alunni del serale, abbiamo avuto l’opportunità di esserci.
In questa occasione abbiamo conosciuto la dottoressa Chiara Castellani ed alcuni dei suoi collaboratori. La dottoressa, membro dell’AIFO, presta servizio di volontariato come chirurgo in Kongo, e precisamente in un villaggio chiamato Kimbau. La dottoressa ci ha mostrato molte fotografie e ci ha raccontato alcune vicende, cercandoci di trasmettere il significato della sua opera. Devo dire che mi sono commosso guardando quelle foto di bambini malati , tornato a casa dopo il congresso, ho abbracciato mio figlio in una maniera “particolare” pensando quanto siamo fortunati. Auguro alla dottoressa di riuscire nel suo intento e di riuscire a trasmettere ai sui collaboratori la sua stessa “forza” in modo da continuare nella sua opera.
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giovedì, 02 febbraio 2006
La dottoressa Chiara Castellani all'Istituto Righi

Dal Congo a Taranto per combattere la mosca tse tse
Per eliminare questa mosca lì si usa una trappola che pare sia molto efficace, cioè una stoffa neroazzurra che la attira.

Testo di Caterina Sozzo (II A, Corso serale Istituto Righi di Taranto)
Chiara Castellani, Paolo Moro, abbè Yves Kingata, Maria Teresa Tarallo (AIFO Taranto) nell'incontro del 20 gennaio 2006 con il corso serale dell'Istituto Righi di Taranto e i cittadini intervenuti - Foto di Alessandro Marescotti (PeaceLink)
Venerdì 20 gennaio 2006 abbiamo tenuto un incontro presso il nostro Istituto con la dottoressa Chiara Castellani che ci ha spiegato e fatto visionare le condizioni di vita nella Repubblica Democratica del Congo.

Nelle diapositive che ci ha mostrato si è notato subito quanta povertà c'è e quante persone hanno bisogno dell'aiuto di tutti.

In questa nazione c'è mancanza d'acqua per lavarsi quando da noi la si spreca; infatti lì per procurarsi acqua quando piove usano bicchieri per riuscire a raccoglierla.

Oltre alla mancanza d'acqua, non ci sono medicinali per curare varie malattie e sono carenti i vaccini per i bambini. Mancano i mezzi per far fronte alle emergenze che riguardano le donne che devono partorire.

Oltre a tutti questi problemi che ci sono c'è anche quello della mosca che provoca la malattia del sonno che è causa della morte di migliaia di persone. Per combattere questa mosca lì si usa una trappola che pare sia molto efficace, cioè una stoffa neroazzurra che la attira. Pare che la mosca non resista a questi colori.
Ecco i colori neroazzurri per attirare la mosca tse tse.
Per gli africani questo mezzo è molto importante mentre da noi se ne fa un uso più futile.

Infine il benessere dei paesi ricchi fa dimenticare a tutti noi che ci vuole poco per salvare una vita.

 

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