Con un dizionario possiamo fare alcune cose importanti come:
a) trovare il significato delle parole;
b) controllare la corretta scrittura delle parole;
c) capire come non commettere errori nella scrittura di intere frasi (vi sono frasi già fatte che ci aiutano a risolvere i dubbi);
d) trovare i sinonimi e i contrari;
e) cercare l'origine delle parole (etimologia) e la loro "data di nascita" (la si trova nei dizionari più avanzati).
Il dizionario è come uno stereo. Può essere ad alta fedeltà oppure no. Può avere cioè molte funzioni ed essere di qualità oppure può offrire il minimo indispensabile. Può avere un pannello con tanti comandi o essere molto spartano e offrire solo l'indispensabile.
Più lo stereo è costoso e più ricco di comandi e di funzioni. Pertanto, per sapere a cosa serve uno stereo occorre capire prima capire come si usa. Infatti, oltre alle funzioni di base, vi sono dei pulsanti che ci offrono a volte delle "funzioni avanzate" che spesso non conosciamo e pertanto non usiamo.
Per un dizionario è la stessa cosa: per sapere a che cosa può servire occorre sapere come si usa. E per sapere come si usa occorre capire il suo "pannello dei comandi".
Qual è il "pannello dei comandi" di un dizionario? E' la "tavola delle abbreviazioni". Questa tavola ci permette ci capire la funzione dei "pulsanti" di un dizionario. Da dizionario a dizionario i "pulsanti" cambiano così come cambiano i "pulsanti" da stereo a stereo, da telefonino a telefonino, da palmare a palmare, ecc. Così come possiamo avere difficoltà a guidare l'auto di un'altra persona per via del cruscotto diverso (ad esempio nel trovare il pulsante per gli abbaglianti o la leva per i tergicristalli) così pure possiamo avere delle difficoltà se cambiamo dizionario. Pertanto è bene imparare ad usare il proprio dizionario evitando di utilizzare quello che capita, a meno che noi non siamo veramente esperti.
Il dizionario può essere piccolo o grande, leggero o pesante. Perché? Perché più è ricco di funzioni e più è "pesante". Più è "pesante" e più ci può aiutare. Più ci può aiutare e più è difficile da usare: strano, vero? Ad esempio il dizionario riporta diverse frasi o espressioni che possono servire a chiarirci i dubbi. Stiamo scrivendo una frase come: "Il poliziotto cercò il ladro dietro alla chiesa". A questo punto ci viene il dubbio... si scrive "dietro alla chiesa" o "dietro la chiesa"?
Consultando i dizionari scopriamo che il "Piccolo Palazzi" non ci aiuta per nulla a risolvere il dubbio. Su dizionari più grandi invece ci sono degli esempi e anche delle regole. Sul "Rizzoli Larousse" c'è scritto che quando "dietro" indica "al riparo di" allora si scrive "dietro" senza alcuna preposizione; ad esempio "nascondersi dietro un albero" e non "dietro a un albero". Quindi questo dizionario ci aiuta a trovare delle regole mentre il "Garzanti" riporta semplicemente l'esempio "dietro la chiesa" e ci fa capire solo con tale esempio che sarebbe corretto scrivere "il poliziotto cercò il ladro dietro la chiesa".
Tuttavia se il poliziotto "rincorresse" il ladro come dovremmo scrivere? "Il poliziotto correva dietro il ladro" oppure "il poliziotto correva dietro al ladro"?
Scopriamo in alcuni dizionari (ad esempio il "Sandron") che si scrive "correre dietro a qualcuno e che quindi, quando c'è un movimento e ci si dirige "dietro" a qualcuno o a qualcosa, è bene scrivere la preposizione "a": "Il poliziotto correva dietro al ladro".
Poi scopriamo anche che ci sono dei dizionari più "permissivi" che lasciano più libertà di scelta e che consentono di scrivere indifferentemente "dietro al paravento" o "dietro il paravento".
Ad esempio il dizionario Garzanti consente di scrivere sia "dietro alla casa" sia "dietro la casa". Anche il dizionario tascabile De Agostini consente le due forme: "Il letto è dietro (a) una tenda".
Infine su questo caso specifico il "Rizzoli Larousse" ci specifica che con i pronomi personali la parola "dietro" va associata alle preposizioni "a" oppure "di". Ad esempio "passo dietro di lei" oppure "passo dietro a lei" e non "passo dietro lei". Altro esempio: "Il preside era dietro di te", e non "il preside era dietro te".


L’A.I.F.O. (organismo non governativo di cooperazione sanitaria internazionale) nasce nel 1961 ispirata al pensiero e alle opere di Raoul Follereau .
Il 20 Gennaio 2006 si è tenuto un convegno nella nostra scuola e noi, alunni del serale, abbiamo avuto l’opportunità di esserci.
